La Costa Rica: una nazione che ha di che sorridere

Quest’oggi il mio intento è di parlarvi di alcuni aspetti caratteristici di questa splendida nazione dell’America centrale, quindi non aspettatevi un discorso generale che comprenda la storia, la morfologia, la politica, la popolazione e così via. Desidero soltanto addentrarmi in alcuni degli aspetti di cui questa nazione deve assolutamente andare fiera.

Il primo motivo per cui sorridere riguarda senza ombra di dubbio la produzione di energia rinnovabile. A tal proposito, il 2016 è stato un anno record per la Costa Rica, la quale, per la produzione di elettricità, ha impiegato ben il 98,12 % da fonti rinnovabili.
Nei primi mesi dell’anno, precisamente per ben 76 giorni consecutivi,  il Pese centroamericano ha utilizzato solo idroelettrico, eolico e geotermico per la produzione di elettricità. A fine anno, ben 250 giorni sono stati esclusivamente coperti da fonti pulite e a basse emissioni di carbonio.
Nonostante il mese di aprile sia stato il meno piovoso degli ultimi anni, il maggior contributo è stato dato dall’acqua, con il 74,35 % del fabbisogno elettrico della nazione. Tale dato lo ha fornito l’ICE, ovvero l’Istituto per l’elettricità della Costa Rica.
Per il nuovo anno, proprio il presidente dell’Ice, Carlos Obregòn ha dichiarato: ” Apriremo quattro nuovi impianti eolici e ci aspettiamo condizioni meteorologiche favorevoli nei bacini idrografici che alimentano i nostri impianti idroelettrici.”
Urge dire che, dopo l’idroelettrico, il maggior contributo è stato dato dalla geotermia, con un 12,74 %, subito seguito dal vento con il 10,30 %. Solare e biomasse invece, si ritrovano per il momento con percentuali irrisorie.

Un altro aspetto di cui c’è da andare fieri, riguarda le forze armate, anzi, direi piuttosto la non presenza di esse. Esatto, proprio così. Dal 1949, dopo la guerra civile, la Costa Rica ha abolito l’esercito e nel 1983 ha dichiarato la sua posizione di neutralità. La rinuncia al possesso di forze militari, ha permesso come naturale conseguenza l’indirizzamento delle risorse in altri settori certamente più utili. Questo ha comportato un alto tasso di sviluppo umano, una discreta dotazione di opere pubbliche e una preservazione del proprio patrimonio floristico e faunistico. A tal proposito, una parte del territorio ( 27,9%) è stata dichiarata parco nazionale. Inoltre, tra gli effetti dello sviluppo si notano alti livelli di alfabetizzazione ( oltre il 95%) e un servizio sanitario pubblico parecchio efficiente.
Da notare che oramai, l’unica forma istituzionale, definibile come “armata”, è dedicata a compiti di polizia civile, guardie di frontiera, sorveglianza dei parchi naturali e ordine pubblico.

La Costa Rica, guarda caso, è puntualmente in cima alle più credibili indagini sulla felicità della popolazione condotte a livello mondiale. Sarà per la natura spettacolare e costantemente rispettata, il clima moderato e una stimabile propensione alla convivenza pacifica, ad esempio. Oppure sarà anche per la presenza di un sistema sanitario che è tra i migliori del continente, senza dimenticare che gli investimenti sono crescenti per quanto concerne la cultura e l’istruzione, e come spiegato in precedenza, c’è un formidabile impegno nello sviluppo delle energie rinnovabili. Insomma, buona parte di queste motivazioni sono dovute a delle scelte compiute dall’uomo.
Che ne dite, non sarebbe il caso di seguire un buon esempio una volta ogni tanto?


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