Cividale del Friuli: tra arte e storia

Fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, da cui deriva il nome Friuli, nel 568 d.C. Cividale divenne sede del primo ducato longobardo in Italia e in seguito, per qualche secolo, residenza dei Patriarchi di Aquileia.

La cittadina sorge ai piedi dei colli del Friuli orientale, sulle sponde del Natisone, a 17 chilometri da Udine, sulla strada che collega la pianura friulana alla media e alta valle dell’Isonzo in territorio sloveno.
Cividale, come si può facilmente intuire, conserva significative testimonianze longobarde, prima fra tutte il Tempietto, una delle più straordinarie e misteriose architetture occidentali dell’alto medioevo.

Sono incerte le origini, la datazione e la funzione, ma la tesi prevalente sostiene che il Tempietto sia stato costruito nella seconda metà del VIII secolo e si pensa fosse la cappella di un monastero benedettino femminile: il Monastero di Santa Maria in Valle. 
Il Tempietto longobardo è costituito da un’aula quadrata con volta a crociera e dal presbiterio con tre navate a botte. Inoltre è caratterizzato da affreschi realizzati da maestranze bizantine e da decorazioni a stucco.

Altri tesori di inestimabile valore sono custoditi nei due musei cittadini. Ad esempio, l’altare di Rachtis e il battistero del Patriarca Callisto sono visibili nel prezioso Museo Cristiano del Duomo; mentre il Museo Archeologico Nazionale espone i corredi delle necropoli longobarde cividalesi.

Assolutamente da vedere è l’Ipogeo Celtico, un sistema di cavità sotterranee scavate nella roccia, con una camera centrale da cui si dipartono tre corridoi molto bassi. Pensate che anche qui si cela un gran bel mistero sulla funzione originaria di questo monumento. Alcuni propendono per un uso funerario in età celtica, altri ritengono che l’ambiente possa essere stato utilizzato in età romana o longobarda come carcere.

Ovviamente se passate per Cividale, non potete non andare sul Ponte del Diavolo, nonché il simbolo della città di Cividale del Friuli. Costruito in pietra nel 1442 e ripartito in due arcate, poggia su un macigno naturale collocato nel letto del fiume Natisone, lungo il quale si ha il privilegio di ammirare una scenografica gola. 
Il nome del ponte deriva da una leggenda popolare, alimentata  verosimilmente dalle tormentate vicissitudini costruttive del manufatto: si narra che per costruire il ponte, i cividalesi avessero chiesto aiuto al Diavolo. Questi avrebbe preteso in cambio l’anima della prima creatura che fosse passata sul ponte. Accettato il patto, in una sola notte il Diavolo eresse il ponte, ma la mattina seguente i cittadini fecero passare sul ponte un animale, il quale non si sa se fosse un cane, un gatto, o addirittura un maiale, anche se, a dire il vero, si  racconta che in alcuni periodi dell’anno qualcuno abbia udito dei rumori simili a dei grugniti.  Il Diavolo così beffato, dovette a malincuore accontentarsi dell’anima dell’animale, lasciando in pace i cividalesi per sempre.

Questo patrimonio storico e artistico di cui ho avuto il piacere di parlarvi molto brevemente, è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel giugno del 2011. Cividale è il punto di partenza dell’itinerario longobardo in Italia, per cui, se desiderate fare un salto nel passato e rimanere incantati da architetture meravigliose e dalle origini misteriose, venite a Cividale del Friuli, rimarrete piacevolmente sorpresi.


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