Kleine Berlin: il più grande complesso di gallerie antiaeree sotterranee

Kleine Berlin, ovvero piccola Berlino: di che caspita si tratta? Per coloro che non lo sapessero, io sono di Trieste, e proprio qui, in questa deliziosa città di cui magari un giorno ve ne parlerò esaustivamente, si trova il più esteso complesso di gallerie antiaeree sotterranee risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. 

Vista la sua conformazione collinare, Trieste è percorsa da molteplici gallerie antiaeree, ma il complesso di cui desidero parlarvi brevemente è particolare per la sua ampiezza, estensione e per il fatto di poter essere visitato. Esso si trova praticamente nel centro della città, alla base del colle di Scorcola, più precisamente all’inizio della via Fabio Severo, al numero 11.
Il ricovero antiaereo è composto da una galleria antiaerea pubblica, costruita dagli italiani per la popolazione civile, e dalla parte costruita dai militari tedeschi, adibita a deposito, magazzino e ovviamente rifugio antiaereo.

Cominciando la visita, dopo aver percorso il primo tratto, si giunge ad una biforcazione: proseguendo diritti si arriva in una stanza, dove, all’epoca era collocato un gruppo elettrogeno, il quale dava corrente a parte del complesso ipogeo.  Procedendo sulla destra invece, il leggera discesa, si percorre la galleria che conduceva, prima che venissero murati i tratti finali, alla seconda uscita su via Fabio Severo ed a quella subito sotto il Tribunale. Ci troviamo nella parte di ricovero costruita dai tedeschi.
Ritornando alla biforcazione, si entra nel complesso vero e proprio del rifugio. Un piccolo tratto a gomito immette nella grande galleria dalla quale si diramano delle stanze, sia sulla destra che sulla sinistra. In più di qualche punto rimangono i resti dell’originale impianto elettronico, di quello idraulico e di quello di aerazione forzata. Nella terza galleria di sinistra invece, è possibile notare le tracce della scala a chiocciola in legno che scendeva dal pozzo sovrastante attraverso il quale il comandante delle SS  Odilo Globocnick,  scendeva per recarsi nei suoi uffici al Palazzo di Giustizia.

 Proseguendo il nostro cammino, al termine della grande galleria tedesca, ci si immette nel ricovero italiano. Data la differenza dei materiali di costruzione, si può subito notare come qui la natura si sia ripresa un po’ le redini dell’ipogeo. A tal proposito, troverete stalagmiti, stalattiti e vaschette di concrezione, tanto che vi potrebbe sorgere il dubbio di essere finiti in una grotta naturale.

Dovete assolutamente sapere però, che se al giorno d’oggi questo enorme complesso di un’importanza storica assoluta è a disposizione per essere visitato, il merito è del Club Alpinistico Triestino. A tal proposito, nel 1995, la Sezione Ricerche e Studi su Cavità Artificiali di codesto club, si rese conto che, piano piano, questa testimonianza del passato recente, sarebbe stata destinata all’essere perduta, un po’ a causa dell’incuria delle persone e un po’ per l’abbandono.
Così, i nostri amici chiesero e ottennero dal Comune di Trieste la sub concessione della parte tedesca, ripristinando a proprio spese l’illuminazione quasi totale dell’intero settore. Tutto ciò, ovviamente per un progetto ben più grande, ovvero che la Kleine Berlin venga riconosciuta come un “museo minore”.

Oggi, nella Kleine Berlin si ha pure il privilegio di visitare due mostre permanenti; la prima relativa ai bombardamenti che la città subì durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre la seconda riguardante le cavità artificiali e naturali realizzate da entrambi gli eserciti contendenti sul fronte del basso Isonzo durante la Prima Guerra Mondiale.

In una città dove il mare e i monti sono vicini di casa, si cela il più grande complesso di gallerie antiaeree sotterranee, una testimonianza storica da non perdere assolutamente.

 


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