Museo casa del terrore (Terror Háza): perchè ricordare è fondamentale

Oggi ho il piacere di parlarvi di un museo che ho avuto modo di visitare poco più di due anni fa, quando ho compiuto un piccolo viaggio di Capodanno a Budapest.
Situato sul viale Andràssy, il museo si trova nell’edificio che venne usato come quartier generale dalla polizia politica sia comunista sia nazista.
Codesto museo detiene il fine di testimoniare i tragici effetti dei regimi che oppressero l’Ungheria durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Luci e musiche, presenti nelle varie sale, ricreano l’atmosfera angosciosa della vita durante la guerra e sotto le dittature. Nel 2002 il museo è stato ultimato in seguito al restauro della vecchia “Casa della lealtà”, la quale fu il quartier generale dei nazisti prima e dei comunisti poi. La sua realizzazione fu voluta dal primo ministro ungherese Viktor Orbàn.

All’interno vige una calma sospesa, una cappa pesante di caldo e silenzio. Nel cortile, si può subito notare un carro armato ( un T54, l’utilitaria dei carri armati sovietici) e, sulle pareti che vi affacciano, una serie pressoché infinita di volti e nomi. La visita prevede un percorso attraverso stanze e corridoi, che piano dopo piano permettono di ripercorrere la storia travagliata del paese.
Ci sono un’immensità di documenti audio e video, auto, divise, fotografie, lettere e borracce, sino ai quotidiani e alle locandine di propaganda delle carceri sovietiche.
Entrati nella prima sala, la luce all’improvviso scompare, le pareti si tingono di nero, la musica si fa inquietante, una macchina nera al centro della stanza è nascosta da una leggera cortina scura e proprio sulle tetre pareti, compaiono video e fotografie.

Passo dopo passo, verrete a conoscenza di un sacco di notizie, purtroppo poco allegre e decisamente aberranti. A tal proposito, durante il regime nazista nella sola Ungheria furono sterminate all’incirca 574.000 persone su una popolazione ebrea di 786.000; mentre nei decenni di occupazione sovietica 700.000 civili furono trasferiti nei gulag e 300.000 vi morirono.
Gli ultimi campi vennero chiusi nel 1989, quando, aggiungerei finalmente, il Parlamento ratificò la libertà di associazione, assemblea e stampa, approvò una nuova legge elettorale che prevedeva il multi partitismo e rivide la costituzione. Nel 1991 le truppe sovietiche si ritirarono.

Vi ho anticipato giusto alcuni dati, ma state certi che, una volta usciti dalla Terror Hàza, oltre ad essere sconvolti per tutta la follia umana, sarete più ricchi nell’animo e magari anche più tolleranti e grati per ciò che avete. Visitare questo museo si rivelerà come prendere la macchina del tempo e compiere un viaggio nel passato, capendo che, alla fine della fiera, sia nazismo che comunismo  hanno avuto l’ambizione di creare l’uomo “nuovo”, ripudiando la natura umana nella sua essenza più intima, combattendola, rinnegandola e schiacciandola.

La memoria di tali episodi rende di certo più consapevoli e meno sprovveduti, e spesso pure più sensibilizzati di fronte a cotanta pazzia, ma ahimè, al momento, non ci ha reso più saggi. Chissà se un giorno avrà pure questo potere. Nel mentre, ricordatevi che ogni ideologia estrema, volta al disarcionare l’uomo della propria più intima natura, è sbagliata, folle e disumana.


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