I cristalli di ghiaccio del Lago Baikal: uno spettacolo unico al mondo

Il Lago Baikal, nella Siberia meridionale, è uno dei maggiori laghi del mondo per estensione e volume. Esso contiene ben il 20% delle riserve di acqua dolce del pianeta (tranne ghiacciai e calotte polari), tanto quanto 5 grandi laghi americani.

L’incredibile peculiarità di questo lago è che, ogni anno attorno a marzo, la superficie ghiacciata inizia a mostrare le prime crepe. In poche settimane, centinaia di imponenti lastroni di ghiaccio si staccano dal rimanente strato stagliandosi sul paesaggio come cristalli di un enorme vaso andato in frantumi.
Circondato da una serie di piccole catene montuose, è uno dei laghi più ricchi di biodiversità di tutta la terra, ospitando la bellezza di 1340 specie animali e 570 specie di piante. L’isolamento geografico e l’età di questo lago – si pensa abbia intorno ai 25 milioni di anni – l’hanno reso uno dei luoghi più intriganti per lo studio dell’evoluzione delle specie acquatiche, tanto che c’è chi l’ha soprannominato “le Galápagos della Russia”. Proprio per tali ragioni, il lago si trova dal 1996 sotto la tutela dell’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Inoltre fa parte delle sette meraviglie della Russia, insieme ad altri prodigi come il monte Elbrus e la Cattedrale di San Basilio.
Vista la mole d’acqua contenente, il Baikal tende a congelare relativamente tardi nell’inverno siberiano, tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, e si fonde completamente altrettanto in ritardo, intorno a maggio circa. Verso marzo, le differenze di temperatura e pressione tra una zona e l’altra del lago (dovute anche alle diverse profondità), insieme al calore del Sole e ai venti che sferzano la zona, causano la rottura della superficie di ghiaccio e la formazione di spunzoni turchesi rivolti verso il cielo, che attirano inevitabilmente fotografi e turisti.

Un ulteriore bellezza viene data dal fatto che, le acque del lago, quando non è innevato, sono talmente limpide da permettere, guardando sotto la superficie, di arrivare a vedere sino a 40 metri di profondità.
Il lago Baikal non si ferma di stupirci, riservandoci un’altra attrazione: la roccia dello sciamano. Alta 42 metri, al suo interno ha una grotta ed era venerata dalla popolazione locale che in antichità compiva lì diversi sacrifici. La roccia conserva pure un’antica incisione e una scritta in sanscrito.

Comunque, se vi è balenato il pensiero di raggiungere un giorno questo incantevole luogo, sappiate che avventurarsi sul ghiaccio per fotografarlo rimane un’impresa per pochi. Infatti, oltre al pericolo derivante dallo scioglimento dei ghiacci, ci si mettono pure potenti raffiche di vento che possono raggiungere i 150 chilometri orari. Giusto per solleticare ancora di più i vostri desideri di correre qui, dovete assolutamente sapere che i lastroni di ghiaccio attirano i visitatori anche per un’altra curiosa peculiarità: se percossi suonano, con frequenze diverse a seconda delle dimensioni e dello spessore. Più di qualche temerario, facendosi beffe del gelo, si è messo ad improvvisare concerti sulla suggestiva superficie del Baikal.

La natura ha deciso di metterlo lì, nel bel mezzo della Siberia Meridionale, terra impervia e desolata, come se avesse deciso che un gioiello simile non debba e non possa essere raggiunto tanto facilmente. Magari è proprio per tale motivo che esso è ancora intatto.


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