Grenoble, una città a misura d’uomo che ha scelto di combattere l’inquinamento

Grenoble, città francese di 157.424 abitanti della Francia sud-orientale, ha scelto la transizione ecologica avanzata. La città, trovandosi a 250 metri di altitudine in una profonda conca circondata da montagne alte quasi tremila metri, favorisce infatti frequenti episodi di ristagno di agenti inquinanti.
Ciò ha spinto l’unica città di grandi dimensioni della Francia attualmente amministrata da un sindaco ecologista a studiare soluzioni innovative, le quali, sono lieto di annunciare, stanno dando buoni frutti.

Dapprima il sindaco socialista Michel Destot, quindi il suo successore verde Erico Piolle hanno adottato una serie di provvedimenti atti a ridurre il traffico stradale, le emissioni nocive e a rendere il sistema urbano nel suo complesso più sostenibile. Nel 2005, ad esempio, Grenoble-Alpes Métropole fu la prima agglomerazione francese a dotarsi di un Piano Clima, diventato poi Piano Aria Energia Clima, con l’obiettivo, spiega lo stesso ente locale ,“di adottare tutte le misure necessarie per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra in ogni settore economico e nella vita quotidiana degli abitanti”.
Al lancio del programma erano stati fissati alcuni obiettivi: i primi dati, per il periodo 2005-2014, sono apparsi incoraggianti. La riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra è stata pari al 21 per cento, grazie alla diminuzione dell’impiego di energie fossili a vantaggio delle fonti rinnovabili; il consumo di energia è calato inoltre del 16 per cento, mentre la dispersione di polveri sottili PM10 è scesa del 22 per cento, assieme al -47 per cento registrato per le emissioni di ossido di azoto.

Nuovi impegni sono stati quindi assunti, con due nuove scadenze (2020 e 2030), mentre sono stati aggiunti gli obiettivi di aumentare del 30% la porzione di energia prodotta grazie alle energie pulite, limitando inoltre le “isole di calore” urbane, al fine di fare la propria parte nella lotta al riscaldamento dell’atmosfera terrestre. Proprio su codesto tema, il 20 novembre 2015 il consiglio municipale ha autorizzato il comune a firmare  la “Nuova convenzione dei sindaci per il clima e l’energia”, che impegna la città ad adottare un piano d’azione per ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030, basato su 17 linee guida, 48 azioni e più di 160 misure da adoperare.

Inutile dire che il cambiamento passa anche dalle piccole azioni, come gli “hotel per api” per sensibilizzare la popolazione sul ruolo fondamentale che questi insetti ricoprono per la rigenerazione e la resilienza della flora selvatica e di quella coltivata.
Un altro esempio di piccole iniziative in grado di muovere le coscienze è giunto dall’università di Grenoble, che ha ideato delle piccole centraline, collegate a smartphone, con il fine di rendere “visibili” gli agenti inquinanti dell’aria. “Nella maggior parte dei casi – ha spiegato all’agenzia Afp Sarah Duché, ricercatrice che lavora al progetto – non siamo in grado di percepire la quantità di inquinamento che respiriamo, a causa del fatto che la maggior parte degli agenti nocivi è invisibile a occhio nudo. Di conseguenza, non possiamo sapere a quali rischi siamo esposti”. È per questo che l’associazione Air Rhône Alpes , che si occupa di monitorare per conto della pubblica amministrazione la qualità dell’aria nella regione, sta valutando la possibilità di prestare una trentina di dispositivi ad altrettanti abitanti, per un test che dovrebbe essere effettuato proprio a Grenoble.

Quando si persegue un obiettivo di tale portata, fondamentale è coinvolgere i cittadini. L’esempio più lampante è quello del “bilancio partecipativo”: ogni anno il comune mette a disposizione una parte del proprio budget, proponendo decine di progetti che vengono scelti dai grenoblesi mediante una votazione. Nelle prime due edizioni (2015 e 2016), tra le idee che hanno ricevuto più voti figurano la “vegetalizzazione” di uno dei grandi corsi della città, che prevede di piantare alberi, arbusti e aiuole su un lungo tratto di strada. Quindi l’installazione di piccionaie contraccettive in alcune strade, piazze e giardini, il che permette di gestire le nascite degli uccelli grazie alla sterilizzazione delle uova, salvaguardando la salute degli animali e rendendo questi meno invadenti nella vita quotidiana. I grenoblesi hanno scelto quindi di finanziare un progetto per migliorare la qualità delle piste ciclabili. E infine è stato votata, nella categoria piccoli progetti, l’introduzione dei “vélo-bus”, ovvero biciclette con rimorchio capaci di trasportare ciascuna cinque bambini da casa a scuola e viceversa.

Proprio sul tema della mobilità sono state avanzate le proposte più innovative. Tra tutte, quella che spicca di più riguarda il limite massimo di velocità, abbassato, a partire dal 1° gennaio 2016, a 30 km/h. “Ciò che cambia – ha spiegato il sindaco Piolle – non è tanto la velocità media: a Grenoble si circolava a 18,9 all’ora, calcolando le soste e il traffico, e con i nuovi limiti si scende a 17,3. A cambiare davvero è l’approccio al centro urbano. Il modo di fare attenzione agli altri, soprattutto ai pedoni e a chi usa la bicicletta”.
“A 30 km/h – ha sottolineato il primo cittadino – lo spazio di frenata è dimezzato rispetto a 50 km/h e il rischio di morire in caso di collisione è nove volte più basso. Inoltre, gli automobilisti sono abituati a grandi accelerazioni per arrivare al semaforo successivo, il che significa inquinamento atmosferico e acustico. Il nostro obiettivo è riequilibrare la città, che è stata costruita a misura di automobile, affinché l’ambiente urbano non sia solo uno spazio di circolazione, ma anche di vita”. Proprio per tale motivo, si è deciso di adottare i nuovi bollini anti-inquinamento Crit’Air: un’evoluzione del sistema “euro” già adottato in tutta l’Ue.

Tutto ciò ha portato ad un’impennata dell’uso delle bici, il quale è incrementato del 30 % nei soli primi 18 mesi di lavoro dell’amministrazione ecologista. Pensate che per i ciclisti sono a disposizione ben 6mila mezzi in città, i quali possono essere affittati alla modica cifra di 10 centesimi l’ora.
Inoltre, chi ha bisogno di un’automobile può scegliere il car sharing tradizionale oppure, grazie ad una partnership tra il comune, la società specializzata Cité Lib, la Toyota e la Sodetrel (impresa che fornisce le infrastrutture necessarie); il servizio Ha:Mo, Harmonious Mobility. Si tratta del primo esperimento di questo genere lanciato dalla casa automobilistica al di fuori del Giappone, concepito sulla base di una flotta di 70 minicar elettriche (35 monoposto e altrettanti tricicli chiusi), che permettono di spostarsi da un capo all’altro della città, la cui presenza è rintracciabile in tempo reale grazie ad una app gratuita.

Un’altra peculiarità che dovrebbe diventare una consuetudine ovunque, è rappresentata dal fatto che, chi guida un mezzo a Grenoble, ha il vantaggio di non essere distratto dalle pubblicità. Infatti, urge sapere che, quasi tutti i cartelloni sono stati rimossi e al loro posto sono stati piantati alberi o punti informativi su iniziative culturali, spettacoli, mostre e esposizioni.

Insomma, Grenoble si dimostra una città moderna, matura e consapevole delle dinamiche poco rosee che riguardano il cambiamento climatico. Qui, pian pianino, il futuro si sta attrezzando a diventare presente. Non sarà il caso di cogliere qualche buon esempio ogni tanto?!  https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=tf_til&t=curiosilmondo-21&m=amazon&o=29&p=8&l=as1&IS2=1&asins=8871068076&linkId=7a5cfdfe3c8fd2cd68790465c8cdce75&bc1=000000&lt1=_blank&fc1=333333&lc1=0066C0&bg1=FFFFFF&f=ifr


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...