Il castello di Miramare

Oggi vi parlerò di una meraviglia presente nella mia città, ovvero il castello di Miramare, il quale fu la residenza dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo e di sua moglie Carlotta del Belgio.

Il castello si trova in una posizione incantevole, su un promontorio roccioso proteso verso il Golfo di Trieste.
Costruito tra il 1856 e il 1860 per volere dell’arciduca Massimiliano d’Austria, poi imperatore del Messico, il complesso si presenta decisamente influenzato dal gusto romantico, come costruzione rivisitata di una rocca medievale.
C’è da dire che, sia la progettazione della dimora che l’allestimento del vasto parco di oltre 22 ettari, entrambe a cura dell’ingegnere austriaco Carl Junker, furono personalmente seguite dallo stesso arciduca, letteralmente stregato dalla posizione sulla quale sarebbe sorta la sua principesca residenza.
Cominciando proprio dal castello, urge subito asserire che esso è composto da più di 20 stanze, tra cui, di particolare pregio sono le “Sale di Massimiliano”, fra le quali la camera da letto, arredata come una cabina di nave, e la “Sala del trono”. Ad ogni modo, gli ambienti sono visitabili seguendo un percorso prestabilito che si snoda dal pianoterra al primo piano: si possono ammirare i sontuosi arredi originali delle sale di rappresentanza, degli appartamenti privati, ricchi di opere d’arte, mobili e oggetti preziosi. A tal proposito, la realizzazione degli interni reca la firma degli artigiani Franz e Julius Hofman. 

Nel 2005 è stata installata nel Castello una postazione didattica informatica grazie alla cura dei cinque Rotary club dell’area giuliana isontina. La postazione, a disposizione dei visitatori, permette di approfondire, attraverso un percorso grafico guidato, la storia del Castello, la genealogia degli Asburgo e di conoscere i dettagli dei quadri contenuti in ogni stanza e le particolari specie arboree dimoranti nel Parco adiacente al Castello.
Al pianoterra si trova, inoltre, la Sala Progetti per Miramare, un momento didattico che si apre durante il percorso di visita e che consente al visitatore di ripercorrere la storia progettuale dell’intero complesso di Miramare.
Uscendo dal castello, troviamo il già citato Parco di 22 ettari, risultato dell’impegnativo intervento condotto nell’arco di molti anni da Massimiliano d’Asburgo sul promontorio roccioso di Grignano, che aveva in origine l’aspetto di una landa carsica quasi del tutto priva di vegetazione.
Se per la progettazione  Massimiliano si avvalse dell’opera di Carl Junker, per la parte botanica si rivolse prima al giardiniere Josef Laube e poi a Anton Jelinek, già partecipante alla famosa spedizione della fregata “Novara” intorno al mondo. Grossi quantitativi di terreno vennero importati dalla Stiria e dalla Carinzia, e vivaisti soprattutto del Lombardo Veneto procurano una ricca varietà di essenze arboree e arbustive, moltissime delle quali di origine extraeuropea.
Insomma, il Parco di Miramare, che nelle intenzioni del committente doveva essere una stazione sperimentale di rimboschimento e di acclimatazione di specie botaniche rare, è un complesso sia naturale che artificiale: in esso è possibile ancora oggi respirare un’atmosfera intrisa di significati strettamente legati alla vita di Massimiliano, e cogliere al contempo il rapporto con la natura che è proprio di un’epoca.

Su questo bianco castello da favola, circondato da un verde e lussureggiante parco e affacciato su un mare blu battuto dal vento, grava, però, una maledizione. Si crede infatti che chi ci abiti sia destinato a morire anzitempo per morte violenta. Purtroppo, pare che, nella storia, tale maledizione si sia sempre avverata.
Chiaramente, essendo un sito di informazione, non possiamo non focalizzarci sul perchè si parli con cotanta convinzione dell’esistenza di questa maledizione. Innanzitutto, occorre premettere che, Massimiliano fece costruire questa residenza da favola proprio per la sua amata giovane sposa, con l’intento di realizzare un vero e proprio nido d’amore che li potesse proteggere dalle insidie della vita. Ahimè, a causa della smania di potere di Carlotta, Massimiliano fu spinto a partire per il Messico, di cui diventarà sì imperatore, ma dove perderà, poco dopo, la vita. Si racconta che, dopo la morte del marito, Carlotta abbia perso completamente la ragione.
Maledizione a parte, coloro che visitano il castello ed il suo parco rimangono estasiati dall’atmosfera da favola che si respira qui, dove il romanticismo di un castello che si affaccia sul mare e del suo enorme verdeggiante parco, non può che contagiare i cuori di tutti. Cuori che, quando giunge il tramonto, diventano caldi, perchè qui, quando il sole si appresta lentamente a farsi ingoiare dal mare, le persone iniziano a sognare.
Foto personale scattata dal sottoscritto
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