L’esercito di terracotta in Cina

L’esercito di terracotta venne costruito con lo scopo di accompagnare la tomba del primo imperatore della Cina Qin Shi Huang e per proteggere la sua vita nell’aldilà. I migliaia di modelli a grandezza naturale rappresentano l’esercito formato in Cina alla fine del Periodo degli Stati Combattenti (476–221 a.C.). Le statue furono costruite in sezioni, modellate col fuoco, in seguito riunite insieme e infine dipinte.

Si tratta di uno dei siti archeologici più importanti al mondo, nonché una delle scoperte più sensazionali del 20° secolo. A tal proposito, nel 1987 il mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang, di cui l’esercito di terracotta fa parte, è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Come fu scoperto 

L’esercito è rimasto sepolto per più di 2000 anni, nel 1974 gli scavi dei contadini locali portarono alla luce ciò che oggi è considerato uno dei più importanti e sensazionali siti archeologici al mondo.
La prima parte del sito dell’Esercito di terracotta ad essere scoperta fu chiamata Fossa Uno. Nel 1976 vennero portate alla luce altre due fosse a 20-25 metri dalla Fossa Uno e furono chiamate Fossa Due e Fossa Tre. 
Lo scavo della terra e delle volte in legno rivelò migliaia di guerrieri di terracotta a grandezza naturale e in formazione da battaglia. La scoperta fu un enorme rivelazione per il mondo intero, dato che la sale sono veramente vaste, i personaggi così vividi e in numero incredibilmente alto.

Come fu costruito

Sicuramente molto interessante il fatto che l’esercito di terracotta è privo di teste, dato che solamente il corpo è rimasto intatto. A questo proposito, alcuni studi hanno dichiarato che le teste, ma anche le armi e i torsi furono fabbricati separatamente e in seguito assemblati insieme.
Si crede che la maggior parte delle teste e delle braccia dell’esercito sia stata creata con degli stampi e in moduli separati. Dopo l’assemblaggio, fu applicata dell’argilla per modellare la superficie e dar origine ai dettagli della faccia e dei capelli statua per statua.
In seguito, le statue furono disposte nei forni per far sì che il fuoco rendesse l’argilla solida e duratura. Infine, le statue vennero dipinte con colori brillanti.
Come risultato, ogni statua ha un aspetto del tutto differente e unico l’una dall’altra, proprio come le persone reali. Chiaramente, dopo 2000 anni l’erosione e l’umidità hanno fatto perdere la vivacità dell’originale colore delle statue.

Curioso il fatto che, nel 2016, alcuni archeologi hanno avanzato una particolare ipotesi sulla possibilità che le statue di terracotta possano essere state ispirate dalle statue ellenistiche diffuse in Asia a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. Addirittura, alcuni di essi immaginano che degli artisti greci abbiano dato una mano nell’ideazione delle statue e supervisionato alla loro realizzazione.
Codesta ipotesi renderebbe conto dell’improvvisa apparizione in Cina di statue ad altezza naturale, un prodotto artistico privo di alcun precedente nell’arte cinese, mentre era cosa comune nella Grecia dell’epoca. L’ipotesi è dovuta al ritrovamento, nella provincia, di DNA mitocondriale europeo e di raffinate figurine di uccelli in bronzo realizzate con fusione a cera persa, una tecnica scultorea particolarmente rinomata nella scultura greca e dell’antico Egitto.

Approfondimenti sull’esercito di terracotta

Nelle tre fosse, sono rinvenute, nel corso degli scavi, approssimativamente 8000 statue a grandezza naturale in assetto di battaglia.
Le statue di terracotta possono essere suddivise in tre ampie categorie: fanteria, cavalleria e aurighi.
La fanteria può essere suddivisa in altre sottocategorie, tra cui gli ufficiali di alto, medio e basso rango; armi leggere e armi pesanti, e arcieri in piedi e soldati inginocchiati.
Gli aurighi possono essere maggiormente divisi in due sottocategorie: autisti e guerrieri. 

Merita introdurre un breve discorso pure sulle acconciature, le quali erano un vero e proprio riflesso dello status sociale. L’acconciatura dell’esercito di terracotta, quindi, è differente a seconda del rango e della pattuglia di appartenenza. L’acconciatura dei soldati può essere approssimativamente divisa in due tipi: il primo tipo è corrisposto dai soldati con i capelli raccolti in uno chignon sul lato destro della testa, invece il secondo tipo porta i capelli raccolti in uno chignon sulla parte alta della testa e in seguito coperto con un cappello in stoffa. Bandane, fiocchi o spille erano usati per mantenere alti i capelli.

Per quanto concerne il vestiario, invece, urge dire che anch’esso differisce a seconda del rango e dell’appartenenza di battaglione. Di seguito, ecco alcuni esempi:
Il generale indossa due strati di vestiti sotto una tunica corazzata che protegge il petto, le spalle e la schiena, inoltre indossa scarpe a punta quadrata che sono leggere e ricurve sulla punta; fu rinvenuto soltanto un generale nella Fossa 1 e due generali nella Fossa 2.
I Guerrieri Armati indossano vestiti coperti da un mantello a dolcevita pesantemente corazzato, disegnato appositamente per proteggere il petto, le spalle e la schiena.
I Cavalieri indossano un cappello tondo con la calotta piatta e la tesa rigida, sciarpe, una corazza leggera sul davanti e sulla schiena, e le scarpe sono leggere, tonde e progettate per non ferirli nel momento in cui si monta in sella al cavallo.
Gli Autisti dell’Auriga indossano una protezione maggiore alle braccia e mani, le quali servivano per controllare il giogo dei cavalli. Inoltre, indossano degli elmetti aventi la funzione di proteggere il collo.

Un’ulteriore e importante curiosità di cui è necessario venire a conoscenza riguarda le armi. Proprio a tal riguardo, molte delle statue originariamente portavano delle armi vere, come spade di bronzo, archi, frecce, asce, lance e altre armi lunghe.
Le armi furono forgiate per resistere alla ruggine e alla corrosione, per questo hanno resistito per più di 2000 anni sepolte e ancora ben affilate.

Fin dalla scoperta dell’Esercito di Terracotta, oltre ai circa 8000 soldati, sono stati portati alla luce pure 670 cavalli e 130 carri.
Sono stati rinvenuti anche musici, acrobati e concubine in Terracotta, in fosse più recenti anche uccelli, uccelli acquatici, gru e anatre. Si crede che l’Imperatore Qin volesse avere un trattamento imperiale anche nella vita nell’aldilà.

Quanta forza lavoro ci volle per completare l’esercito di terracotta? Più di 700.000 operai, i quali lavorarono pressapoco 40 anni per completare l’esercito di terracotta e il complesso tombale.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...