Il Principato di Sealand: la nazione più piccola del mondo

Ha un’area di soli 0,004 km² e si tratta di una struttura artificiale creata dal governo inglese durante la Seconda Guerra Mondiale, occupata fin dal 1967 dalla famiglia di Paddy Roy Bates e dai loro compagni, che la proclamarono “principato con sovranità indipendente”.
Nonostante i componenti della famiglia Bates, attuali custodi, la dichiarano essere una micronazione indipendente, Sealand in realtà non è riconosciuta come Stato sovrano da nessuna nazione del mondo. La sua storia, però, continua ad affascinare il mondo, tanto che il giornalista dell’Independent Thomas Hodgkinson ha trascorso un’intera settimana nel Principato con il fine di scoprirne la storia e i segreti.
“Non c’è nessun molo né posto di attracco – spiega Hodgkinson – Quelli che c’erano sono stati distrutti da un pezzo dalle onde. Non ci sono scale e, come molte altre piccole isole, anche Sealand è passata attraverso un lunga e sofferta storia di invasioni e contro-invasioni. L’unico modo per raggiungere la piattaforma è un seggiolino che dondola nel vento, sollevato da una carrucola”. Ad accogliere il giornalista c’è  il “principe” James Bates, figlio di Michael e nipote di Roy, che racconta la storia della propria famiglia, inevitabilmente legata a quella di Sealand.
Negli anni Sessanta, due imprenditori rivali si contendevano quella piattaforma, che sorgeva a una manciata di chilometri oltre il confine delle acque territoriali britanniche: il posto perfetto per una stazione radio pirata che diffondeva canzoni rock e pop per la gioia di un’intera generazione di adolescenti. La prima guerra di Sealand venne combattuta tra l’irlandese Ronan O’Rahilly di Radio Caroline fame e Roy Bates, un ex ufficiale dell’esercito. A spuntarla fu Bates che, però, riteneva necessario mantenere una presenza fissa sulla piattaforma per non perderne il predominio. Bates non poteva permettersi una guardia giurata così, al suo posto, ci mise il figlio quattordicenne Michael, in compagnia della sorella Penny e della moglie Joan. Per Michael si trattava di un’avventura che lo liberava dalle costrizioni scolastiche. “Doveva essere solo per qualche mese – racconta – Sono diventati più di quarant’anni”.
Chiaramente non fu affatto facile, infatti, una volta che i membri della famiglia Bates ritornarono in Inghilterra e finirono in stato di arresto a causa di alcuni “battibecchi” con alcuni operai che lavoravano su una piattaforma limitrofa, i giudici si ritrovarono in evidente difficoltà non sapendo come catalogare quella struttura che sorgeva oltre i confini britannici e poteva essere considerata solo in parte territorio inglese. Nacque così il principato di Sealand, un’entità mai riconosciuta da nessuno ma con una bandiera, un territorio e perfino una nazionale di calcio ben definiti. Le autorità britanniche, come facilmente intuibile, vedevano e vedono tutt’oggi la cosa con assoluta mancanza di entusiasmo.

La Costituzione di Sealand è stata scritta nel 1974 e si compone di un preambolo e sette articoli. La forma di governo è una monarchia costituzionale pura. Il preambolo afferma l’indipendenza del Sealand, mentre gli articoli trattano il potenziamento degli uffici di governo, il ruolo di un nominato, il Senato consultivo, le funzioni di una nomina, di consulenza tribunale legale, il divieto di portare armi, se non per i membri di una designata ‘Sealand Guard’, il diritto esclusivo del sovrano di formulare la politica estera e modificare la costituzione e la patrilineare successione ereditaria della monarchia. Il sistema giudiziario di Sealand afferma di seguire la common law britannica e gli statuti assumono la forma di decreti emanati dal sovrano. Sealand ha rilasciato passaporti di “fantasia” (come definito dal Consiglio dell’Unione europea), che ovviamente non sono validi per i viaggi internazionali e detiene il Guinness World Record per ‘la più piccola area che rivendica lo status di nazione’. Il motto di Sealand è Ex Mare Libertas (dal mare, Libertà). L’inno è stato composto dal londinese Basil Simonenko ed il suo titolo è Selandic. Essendo un inno strumentale, non ha parole. 

La mia solitudine mi piace – dice Michael Bates – Ed è bellissimo sapere che i miei figli sono coinvolti in questa cosa”. Spesso le autorità britanniche tornano ad occuparsi di Sealand: l’ultima volta con un progetto per trasformare la piattaforma in un sito per lo stoccaggio dei dati sensibili. Ma, conclude Hodgkinson, se Il principato di Sealand ha resistito fino ad oggi, non c’è motivo di pensare che verrà spazzato via proprio adesso.
Il principato di Sealand non sarà uno dei posti più belli, anzi, ma essendo la nazione più piccola al mondo, è di certo un luogo unico.

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