Algeria: il Tassili n’Ajjer e la sua arte rupestre preistorica

Il Tassili n’Ajjer è un imponente massiccio di arenaria lungo ben 750 chilometri da nord a sud, largo tra 60 e 100, che antiche spinte tettoniche piuttosto rilevanti hanno innalzato fino ad un’altitudine di 1800 metri, circondato da ogni lato da un immenso oceano di sabbia di alcuni dei maggiori erg algerino-libici. Esso è situato nell’estremo sud-est dell‘Algeria, presso il confine con il Fezzan libico. Gran parte della catena montuosa, compresi i cipressi e i siti archeologici, è protetta all’interno di un Parco nazionale, oltre che come Riserva della biosfera e sito inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Come in tutti gli altri tassili ( che il lingua tuareg significa altopiano) il sollevamento non è stato omogeneo, bensì maggiore nel settore occidentale. 
A causa dell’altitudine e delle proprietà dell’arenaria, la vegetazione è molto ricca, al contrario di ciò che succede nel deserto circostante. Essa comprende, nella metà orientale e più alta della catena, una vastissima varietà di flora, tra cui spiccano le specie endemiche e rarissime del cipresso del Sahara e del mirto sahariano.
L’ecologia del Tassili n’Ajjer appartiene all’eco regione del Sahara occidentale. In questa regione millenni fa scorrevano numerosi fiumi, a testimonianza di un’epoca in cui il clima era molto diverso da quello attuale. 
Nell’ultimo secolo le esplorazioni compiute da ricercatori francesi hanno rivelato la presenza di un numero incredibile di incisioni e pitture rupestri. A questo riguardo, vi sono oltre 10.000 immagini che coprono un arco di tempo di 10 mila anni, facendo del Tassili la più varia e ricca, ma anche la più scenografica galleria d’arte rupestre preistorica del mondo, con non pochi pannelli di 20 e 30 mq di superficie, nascosti dentro piccole cavità e in ripari sottoroccia, resi noti al mondo dai libri di Henry Lothe, il maggior studioso in materia. Insomma, qui si ha il privilegio di ammirare immagini di uomini e animali risalenti ad un’epoca molto distante, quando il Sahara era verde e un’oasi di vita preistorica pulsante. 
Grazie alla sue peculiari caratteristiche geografiche, come ad esempio la sua impressione escursione termica con temperature comprese tra i -10 gradi e i +40 gradi, che non permettono la penetrazione né alle truppe cammellate di ieri, né ai mezzi meccanici di oggi, il Tassili ha consentito, all’inizio dello scorso secolo, alle tribù dei tuareg locali dei Kel Ajjer di opporre un’intrepida resistenza alla dominazione militare e coloniale francese nel Sud dell’Algeria
Il Tassili n’Ajjer si rivela una regione ideale per la pratica del trekking sahariano per la presenza di stupendi panorami e di capolavori d’arte preistorica, per il suolo roccioso, gli scarsi dislivelli sommitali e il clima relativamente temperato data l’altitudine; ma si tratta anche di una scelta obbligata, siccome l’altopiano risulta accessibile soltanto a piedi, attraverso alcuni passaggi chiavi (le akbe) scavati nella falesia precipite. Si sale infatti in 4-5 ore su ripidi sentieri e canaloni, mentre il materiale viene trasportato in quota da asini. Il percorso sul plateau risulta invece facile e rilassante, in un contesto di grande suggestione, e si dorme ovviamente sotto le stelle, un’esperienza davvero entusiasmante sotto il cielo sahariano.
Di: Martino Linardi
Fonti contenuti e/o immagini
Terre incognite – Casa editrice Polaris – Trekking sul Tassili N’Ajjer galleria d’arte preistorica

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