Visitare Auschwitz-Birkenau per commemorare

Auschwitz-Birkenau, nei pressi della cittadina di Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia, è stato il più grande campo di concentramento, di lavoro forzato e di sterminio di massa costruito durante la Seconda Guerra Mondiale dai nazisti per la “Soluzione finale della questione ebraica“, giustificazione ideologica di uno dei più terribili genocidi della storia.

Ebrei, omosessuali, prigionieri di guerra, intellettuali polacchi, sacerdoti e criminali comuni furono rinchiusi qui dentro per poi essere torturati e uccisi. Più di un milione e mezzo di persone, prevalentemente di religione ebraica, persero la vita subendo atrocità indicibili che il mondo spesso decideva di non sapere. Tuttavia questo capitolo così cupo della storia dell’umanità è ben presto diventato noto a tutti, diventando il simbolo dell‘Olocausto
Luogo dedicato alla memoria dei deportati e delle vittime, eletto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità  “come prova del tentativo metodico, crudele, disumano di negare la dignità umana a gruppi considerati inferiori, portando al loro assassinio sistematico”, oggi Auschwitz è un museo aperto al pubblico.

Il Museo

Il museo di Auschwitz-Birkenau raccoglie le testimonianze tangibili del passaggio di migliaia di uomini, donne e bambini. Un percorso toccante e sconvolgente che presenta ai visitatori migliaia di oggetti di vita quotidiana: utensili, scarpe, occhiali, contenitori, spazzole, pettini e così via, tutti appartenuti ai detenuti del campo di concentramento. Il museo testimonia non solo il saccheggio effettuato dai tedeschi, ma soprattutto la sofferenza delle persone che furono imprigionate: valigie con nomi, date di nascita, numeri di trasporto e indirizzi hanno un importante valore documentale, risultando spesso l’unica prova che una data persona fu deportata ad Auschwitz-Birkenau.
Il museo non mostra solamente come fosse dura la vita nel campo ma attesta fenomeni di resistenza e di aiuto reciproco, di come i prigionieri cercarono in tutti i modi di far conoscere le brutalità del campo al mondo esterno.
Inoltre, la collezione comprende oggetti lasciati dai tedeschi e dalle SS: caschi, stivali, strumenti di violenza fisica, oltre a strumenti cartacei, più subdoli, ma comunque pericolosi come la documentazione relativa alla pianificazione della vita a Auschwitz ed agli ordini da impartire nel campo. Nel museo le prove dell’Olocausto sono assolutamente concrete, basti pensare ai contenitori che contenevano lo Zyklon-B utilizzato ad Auschwitz-Birkenau e negli altri campi di sterminio per disfarsi, nelle camere a gas, dei deportati considerati non idonei a lavorare. 

Treno della memoria

Da oltre 10 anni, grazie al viaggio della memoria, organizzato dal ministero dell’istruzione in collaborazione con scuole di tutta Italia, un sacco di ragazzi hanno la possibilità di visitare Auschwitz, ripercorrendo in treno, dall’Italia alla Polonia, l’itinerario compiuto dai deportati. 
Il Treno della Memoria nasce proprio come percorso educativo, della durata di un anno, finalizzato a contestualizzare, testimoniare e ricordare il fenomeno dell’Olocausto e della deportazione durante la Seconda Guerra Mondiale.
La prima fase consiste in attività formative funzionali alla conoscenza, approfondimento e riflessione dell’organizzazione e ideologia dei regimi nazista e fascista, del funzionamento del sistema concentrazionario europeo e dei suoi effetti.
La seconda fase invece, quella centrale, è il viaggio a Cracovia che si svolge tra la fine di gennaio, in occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio), e i primi di marzo.
Il fine principale del viaggio è la visita al Campo di Concentramento di Auschwitz-Birkenau e al Ghetto ebraico della città, Kazimierz, luoghi drammatici di distruzione, ma anche di vita e di resistenza. Nel corso del viaggio in treno, della durata di circa 13 ore, i ragazzi hanno la possibilità di partecipare ad attività educative lavorando sui temi della deportazione, della propaganda e delle leggi razziali attraverso letture, immagini e documenti.
Un valore aggiunto di inestimabile importanza sono le testimonianze dirette di alcuni sopravvissuti, le quali, con il passare inesorabile del tempo, diventano sempre più rare e sempre più preziose.  
Visitare Auschwitz-Birkenau, così come altri posti di questo genere, è una sorta di dovere morale che abbiamo nei confronti non solo di tutte le vite tremendamente spezzate, ma pure nei confronti dell’intera umanità, compresi noi stessi. Soltanto commemorando e non cancellando dalla nostra memoria questi terribili errori commessi avremo qualche possibilità in più di non ripeterne di simili. 
Ricordiamoci che non è la diversità il problema, bensì il modo in cui la viviamo. Vivere e lasciar vivere all’insegna della libertà, rispettare tutto ciò che non nuoce anche se non piace, e stare al mondo praticando la vita, dovrebbero essere le uniche cose in cui essere tutti quanti uguali. Purtroppo, osservando il mondo in cui viviamo, tutto ciò pare una mera utopia.
Di: Martino Linardi
Fonti:

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