Australia: il governo stanzia 60 milioni di dollari per la Grande barriera corallina

La Grande barriera corallina è senza ombra di dubbio il patrimonio dell’umanità più ricco di biodiversità, ma purtroppo i pericoli che la minacciano sono molti. Proprio a tal riguardo il governo australiano ha deciso di investire nella Grande barriera corallina e negli esperimenti sulla resilienza dei coralli. 
Il primo ministro australiano Malcom Turnbull ha annunciato un piano da 60 milioni di dollari australiani (pari a poco più di 39 milioni di euro) che nei prossimi 18 mesi dovranno servire per combattere alcune delle principali minacce della Grande barriera: dall’inquinamento alla proliferazione delle aggressive stelle marine corona di spine (voraci di coralli). Oltre la metà dei fondi sarà destinata agli agricoltori per incentivarli a ridurre  notevolmente lo sversamento di acque inquinate nella Barriera.
Nello specifico, ecco come saranno suddivisi i fondi:
  • 10,4 milioni serviranno a debellare la stella corona di spine, una specie di stella marina che si nutre esclusivamente di coralli ed ha un alto potenziale distruttivo;
  • 36,6 milioni sono destinati agli agricoltori, incaricati di ridurre l’immissione di sostanze inquinanti nell’oceano e di ripristinare la vegetazione costiera;
  • 4,9 milioni consentiranno di aumentare il personale sul campo per monitorare la salute della barriera corallina;
  • 6 milioni sono destinati alla ricerca, in particolare all’Istituto australiano di scienze marine, per mettere a punto interventi che aumentino la resilienza dei coralli, ovvero la loro capacità di adattamento.
Gli attivisti di Greenpeace, però, credono che tale piano non sia sufficiente: “I cambiamenti climatici alimentati dal carbone stanno uccidendo la barriera corallina, ma invece di rinunciare ai combustibili fossili e ritirare l’appoggio alla miniera Carmichael, il primo ministro e il ministro dell’Ambiente ancora una volta stanno prendendo in considerazione solo i sintomi del problema”, ha dichiarato il responsabile della campagna clima ed energia di Greenpeace, Nikola Casule.
Secondo le Nazioni Unite, la Grande barriera corallina è il patrimonio dell’umanità più ricco dal punto di vista della biodiversità. Essa ospita diverse specie di squali e tartarughe marine, una straordinaria varietà di pesci e molluschi. 
Insomma, un tale patrimonio dell’umanità merita senza ombra di dubbio tale investimento così sostanzioso, ma più generalmente parlando, il nostro pianeta merita un investimento di energia pulita e rinnovabile e soprattutto, merita un investimento d’amore. Quest’ultimo, seppur sia alla portata di tutti, risulta essere assai carente ed è la causa principale di questo mondo così contaminato e sempre meno salubre.  
Di: Martino Linardi
Fonti:

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