Rainbow Bridge National Monument: uno dei ponti naturali più grandi al mondo

Il Rainbow Bridge National Monument è uno dei ponti naturali più noti e belli del mondo, molto spesso descritto pure come il più grande. Esso si trova nello Utah (USA) e si è formato dall’erosione della pietra arenaria con l’acqua che scorre dalla montagna Navajo verso il fiume Colorado. Nel 1910 è stato dichiarato monumento nazionale.

Il ponte, alto circa 88 metri, con un’arcata larga circa 84 metri, venne ufficialmente scoperto dal partito dei geometri Douglas-Cummings nel 1909, anche se le popolazioni Navajo lo conoscevano da sempre. A questo riguardo, la leggenda vuole che siano stati gli dei a realizzarlo come simbolo delle nuvole, della pioggia, degli arcobaleni, come emblema di tutti quegli eventi climatici che sono necessari per poter vivere nel deserto.
In passato, il Rainbow Bridge National Monument era un luogo piuttosto inaccessibile, ma con il passare degli anni e con la formazione del Lake Powell è stato possibile raggiungerlo  senza alcun tipo di difficoltà. Oggi è semplice arrivarci e ogni anno infatti sono oltre 85.000 i turisti che si riversano nella zona.
Come fare a raggiungerlo? Innanzitutto con il mezzo di locomozione più vecchio di tutti, ovvero a piedi. Se la cosa non vi aggrada più di tanto, è bene sapere che, chiedendo il permesso alla Navajo Nation, può essere raggiunto pure a cavallo. Se il cavallo non dovesse fare per voi, c’è pure la possibilità di raggiungere il ponte direttamente in barca con un’escursione guidata sulle calme e bellissime acque del Lake Powell.
Tutelato dal’U.S. National Park Service, ora a proteggerlo ci penserà anche l’International Dark-Sky Association, ente che lavora per preservare i cieli notturni di tutto il mondo. A tal proposito, il Rainbow Bridge National Monument è stato persino incoronato santuario delle stelle

Esso non è stato incoronato solo perché si trova in un luogo geograficamente isolato, ma soprattutto  per far aumentare la consapevolezza del valore del sito e promuoverne la conservazione, proprio come i suoi tre fratelli stellari: Aotea, in Nuova Zelanda, il Cosmic Campground del New Mexico e l’osservatorio astronomico di Elqui Valley, in Cile.  
Di: Martino Linardi
Fonti:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...