Cosa c’è da sapere sull’inquinamento da metano

Il metano è indubbiamente uno dei gas serra più nocivi in circolazione. A questo proposito, un recente studio ha fatto i conti di quanto se ne perde durante i processi estrattivi e quanto costa in termini di impatto ambientale. Le previsioni sulle emissioni di metano in atmosfera da parte dell’industria dell’energia americana sono clamorosamente sbagliate: per difetto, purtroppo.


Il metano, infatti è il peggiore tra i gas serra che dovremmo saper controllare: secondo uno studio da poco pubblicato su Science, il settore delle estrazioni ne disperde in atmosfera 13 milioni di tonnellate l’anno, ovvero il 60% in più di quelle stimate dall’Agenzia Usa per la Protezione dell’Ambiente. Secondo i ricercatori la maggior parte delle emissioni è causata da perdite negli impianti, macchinari mal funzionanti e altre condizioni operative anomale.
Pensate che l’impatto sul clima di questi inconvenienti tecnici è pari a quello provocato in un anno dalle emissioni di CO2 di tutti gli impianti a carbone degli Usa. Per dovere d’informazione, lo studio è stato realizzato da ricercatori del NOAA di Boulder (Colorado), sulla base di oltre 400 rilevazioni effettuate in 6 diversi impianti di estrazione e produzione del petrolio.


Quanto inquina il metano e quali sono le cause dell’aumento dei livelli nell’aria?

Innanzitutto urge asserire che il metano è un gas serra molto potente il cui effetto, in termine di riscaldamento dell’atmosfera, è 80 volte maggiore a quello della CO2 nei primi 20 anni dopo l’emissione. 
A tal riguardo, dal 2014 il metano si accumula nell’aria 20 volte più velocemente rispetto all’inizio degli anni 2000 come ha affermato Marielle Saunois, ricercatrice di scienze climatiche presso l’Università di Versailees Saint-Quentin.

Inoltre uno studio dell’Ismar-Cnr ha messo in correlazione l’aumento della concentrazione di metano nell’aria e lo scioglimento del permafrost dell’Artico. Cos’è il permafrost? Esso è uno strato di terreno ghiacciato tipico delle regioni polari, raggiunge la massima profondità nella tundra siberiana con i suoi 1500 metri di spessore. Si calcola che nella sola Siberia vi siano più di 7 mila enormi bolle di metano pronte ad esplodere . Nel permafrost sottomarino artico, invece, sono imprigionate 1400 gigatonnellate di metano, di cui 50 si trovano in un equilibrio precario e rischiano di essere rilasciate nell’atmosfera in qualsiasi momento. Se ciò dovesse accadere, la quantità di metano presente in atmosfera aumenterebbe esponenzialmente. 
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bolla di metano

Rivestono un ruolo fondamentale pure lazootecnia e l’agricoltura intensiva nell’aumento dei livelli di metano nell’aria. Per quanto concerne la zootecnia, è sconcertante sapere che da sola è responsabile del 51 % di emissioni di gas serra prodotte annualmente nell’intero pianeta

Il metano come carburante

Il metano, come abbiano appena detto, è uno dei gas serramaggiormente nocivi, però non è una soluzione più ecologica rispetto a diesel e benzina? A tal riguardo, uno studio condotto dalla Ricardo Energy & Environment per l’organizzazione a favore di trasporti sostenibili Transport & Environment, asserisce che puntare su auto e camion a metanonon aiuterà a tagliare le emissioni a effetto serra. Il motivo è che questi veicoli non offrono praticamente nessun beneficio ambientale extra rispetto a quelli a benzina. Secondo la ricerca, sarebbero i veicoli ibridi – quelli a benzina ed elettricità – o quelli elettrici e a idrogeno, ad avere un minore impatto ambientale. Il metano sarebbe più ecologico soltanto rispetto al diesel: i veicoli alimentati con quest’ultimo carburante emettono ossidi di azoto, quelli a metano no.
Insomma, urge correre al riparo il prima possibile uscendo dall’era dei combustibili fossili ed entrando nell’era dell’energia pulita: lo merita il nostro pianeta, le creature che lo popolano e soprattutto la nostra salute. 



3 risposte a "Cosa c’è da sapere sull’inquinamento da metano"

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