Burkina Faso: la terra dove i coccodrilli sono sacri

Bazoulé è un villaggio di 20mila abitanti che da tempo convivono con 100 grandi coccodrilli, fino ad alimentarli e a sedersi sul loro dorso. Una relazione antica, con tanto di leggenda, che comincia ad attirare il turismo. 
Il Burkina Faso è uno stato dell’Africa occidentale noto per avere un indice di qualità della vita tra i peggiori al mondo. Ha conquistato la sua indipendenza dalla Francia nel 1960 e il suo nome attuale, Burkina Faso, fu istituito nel 1984 dal presidente rivoluzionario Thomas Sankara, e significa “la terra degli uomini integri.”

Bazoulè, dove uomini e coccodrilli vivono in armonia

A Bazoulé, nel Burkina Faso, la convivenza pacifica tra uomini e rettili è un fatto da molto tempo, e negli ultimi anni – situazione politica permettendo – ha cominciato ad attirare il turismo internazionale. Situato a una trentina di chilometri a Ovest dalla capitale dello stato dell’Africa Occidentale, Ouagadougou, il villaggio, 20 mila abitanti in tutto, di cui circa un quarto occupano l’agglomerato principale, è residenza di fatto di un centinaio di coccodrilli, che fuori contesto possono essere definiti domestici, ma che i locali tendono a presentare come “sacri”.
A tal riguardo, una leggenda locale racconta che, durante una grave siccità avvenuta tra il XIV e il XV secolo, un gruppo di coccodrilli abbia guidato le donne del villaggio fino a una sorgente non conosciuta. 
Da allora, gli abitanti del villaggio imparano a convivere con i rettili fin da bambini: nuotano e giocano con loro, li nutrono con polli già uccisi e, come incarnazione delle anime degli antenati, vengono considerati veri e propri protettori. Alla loro morte gli viene dedicata una cerimonia funebre e, se il villaggio dovesse cadere in disgrazia, gli anziani interpretano i loro versi per capire come contrastare la malasorte.
A fine ottobre, inoltre, si svolge la Koom Lakré, una festa durante cui gli abitanti fanno offerte ai coccodrilli chiedendo salute e prosperità.
Se Bazoulè ha un’associazione di turismo e sviluppo propria, il merito è proprio dei coccodrilli. Infatti, nonostante le difficoltà del Paese, i turisti cominciano ad arrivare e all’ingresso del sito, dopo aver pagato un biglietto pari a circa 1,5 euro, viene consegnato loro l’esca (un pollo intero) per attirare i rettili. L’esca viene sospesa ad  un bastone che viene affidato ad una guida locale. 
Tuttavia, un po’ per colpa del riscaldamento globale che ha fatto ridurre lo stagno in cui vivono gli animali, un po’ a causa degli attacchi terroristici che hanno allontanato i turisti occidentali, per Bazoulé non è affatto un buon periodo. A questo proposito, parrebbe che da 10.000 visitatori l’anno si sia tornati a neanche 5000. 
Non ci resta che augurarci che questa piccola comunità di coccodrilli riesca a portare più visitatori, contribuendo a risollevare le sorti di un Paese vittima di una povertà assai crudele.  




Di: Martino Linardi
Fonti:
La Repubblica.it-Burkina Faso: là dove i coccodrilli non fanno paura
Travelglobe.it-Burkina Faso: nel villaggio dove i coccodrilli sono sacri
Fonte immagine: Association Tourisme et Développement de Bazoulé(ATDB)


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