Il bacino del Mediterraneo: una delle aree più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici

Nel bacino del Mediterraneo la temperatura media è già aumentata di 1,4 gradi centigradi

L’allarme è stato lanciato da uno studio internazionale, pubblicato dalla rivista scientifica Nature Climate Change, che rappresenta un avvertimento soprattutto per i paesi del sud del Mediterraneo. Secondo tale analisi, la temperatura è già aumentata di 1,4 gradi rispetto all’era pre-industriale. Ciò significa che nella regione i cambiamenti progrediscono ad un ritmo più rapido rispetto al resto del mondo. A livello globale, infatti, la crescita della temperatura è stata, finora, di un “solo” grado. I disastri avvenuti in Italia in questo periodo hanno mostrato in modo fin troppo chiaro le conseguenze a cui rischiamo di andare incontro. 

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Lo studio asserisce che, anche con un riscaldamento globale limitato a “soli” 2 gradi, le precipitazioni saranno soggette ad una sensibile diminuzione. Il calo sarà compreso tra il 10 e il 30 per cento, a seconda delle regioni. Ciò aggraverà i problemi di mancanza di acqua e provocherà un importante calo della produzione agricola, in particolar modo nelle aree più meridionali. Gli episodi di siccità, inoltre, dureranno più a lungo. Mentre quelli piovosi, al contrario, diventeranno più rari ma anche più violenti.

I ricercatori hanno identificato cinque grandi minacce per la regione, che risultano legate le une alle altre. Oltre alle questioni dell’approvvigionamento di acqua potabile e della sicurezza alimentare, sono citati in particolare i rischi legati alla conservazione degli ecosistemi, alla salute e alla sicurezza delle infrastrutture (quest’ultimo punto è legato in particolare alle possibili inondazioni).

Le possibili conseguenze

  1. Gli impatti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura, combinati con la crescita demografica e dunque della domanda, aumenteranno la dipendenza delle nazioni del Sud dalle importazioni.
  2. Gli scienziati affermano che la superficie del Mediterraneo è cresciuta di circa 60 millimetri. La tendenza è che questa crescita subirà una consistente accelerazione, portando i ghiacciai a sciogliersi più velocemente. Tale fenomeno colpirà una larghissima fetta di popolazione che vive sulle coste, portando forti inondazioni.
  3. A tutto ciò si aggiungerà una progressiva acidificazione delle acque del bacino. Visto e considerato che buona parte della CO2 emessa a causa di attività antropiche viene assorbita proprio dal mare, ciò rappresenta un grande problema. A questo proposito, questo processo di assorbimento da parte del mare diminuisce proporzionalmente all’aumentare dell’acidificazione, essendo le acque già sature e di conseguenza incapaci di recuperare altro biossido di carbonio.
  4. Per quanto concerne la salute, il rapporto spiega che si assisterà ad un aumento dell’area di azione di determinate malattie. In particolare del virus del Nilo occidentale, della dengue e della chikungunya

Il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici sono una triste realtà che va accettata a livello globale il prima possibile. Soltanto accettandola totalmente si potranno evitare catastrofi a cui nessuno vuole assistere. 

 

Di: Martino Linardi

Fonti: Lifegate.it – Mediterraneo, ecco come il bacino sarà sconvolto dai cambiamenti climatici


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