L’arcipelago tropicale delle Isole Bijagos

Le isole Bijagos, dette anche Bissagos, sono un gruppo di 88 isole situate lungo la costa africana al largo della Guinea-Bissau. A parlarne o scriverne sono davvero in pochi, ad esserci stati, invece, quasi nessuno. Essendo ubicate fuori da ogni rotta usuale, persino sull’Atlante dovete munirvi di lente d’ingrandimento se volete trovarle.

A questo proposito, le navi che costeggiano il continente se ne tengono a debita distanza per evitare le frequenti secche, i fondali di fango, le correnti infide e, soprattutto, le maree di dimensioni decisamente cospicue. A scoprirle, nel 1456, e ad esplorarle per primi furono il savonese Antonio da Noli e il veneziano Alvise Cadamosto, in perlustrazione lungo la costa africana per conto del sovrano portoghese Enrico il Navigatore.

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L’ambiente delle isole Bijagos

La presenza assai discreta dell’uomo, il quale non ha modificato o danneggiato in alcun modo l’ambiente originale, ne fa un fantastico parco naturale ricco di vegetazione lussureggiante e di uccelli terrestri e marini, richiamati dall’abbondanza di pesce in questo tratto dell’oceano Atlantico. Tra gli animali di grossa taglia spiccano le tartarughe marine, le quali trovano un ambiente ideale per deporre le proprie uova su spiagge deserte. Oltre ad esse, però, troviamo scimmie, coccodrilli e qualche residuo esemplare di ippopotamo. Questi ultimi sono costretti a vivere nelle acque salate di mare e canali anziché in fiumi e laghi di acqua dolce come i loro fratelli africani. Evidentemente si tratta di un’antica popolazione residua, risalente all’epoca in cui l’arcipelago si separò dal continente, che per poter sopravvivere si è dovuta adattare all’acqua salata. Fa comunque una certa impressione vedere gli ippopotami nuotare in mezzo ai delfini.

Proseguendo la nostra descrizione riguardo l’ambiente di queste sconosciute isole, direi di giungere alle coste, le quali, essendo prive di porti naturali, alternano grovigli inestricabili di radici aeree di mangrovie ad immense e deserte spiagge di sabbia bianca o ocra. La benefica influenza degli Alisei tempera il normale clima equatoriale caldo umido, consentendo dalla fine dell’autunno alla primavera inoltrata una piacevole temperatura secca.

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Di: Martino Linardi

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